Collezione marittima

La posizione di Perasto condizionava naturalmente ciò che gli abitanti avrebbero fatto, così che nel Duecento furono menzionati costruttori navali, bottai, calcinai, mattonai e tagliapietri.

Il più antico documento archivistico tutt’ora conservato che parla di costruzione di navi risale al 1336. Una copia di questo documento può essere vista dai visitatori al piano terra del palazzo, dove si trova la collezione marittima. Questo documento proibisce agli abitanti di Perasto di costruire le navi di tipo scaba o gondole. Potrebbero costruire o riparare le barche più piccole: le barche a vela di tipo londra.

Le navi a vela costruite dai perastini e su quali essi navigavano riflettono le loro abilità di costruzione navale. Vari modelli di barche a vela furono costruiti su diversi cantieri. Con l’aiuto di strumenti di navigazione e di buone attrezzature marine, le navi navigarono sui mari lontani partecipando a numerose battaglie navali.

All’inizio del XVI secolo Perasto possedeva 60 navi da 100 a 800 stai (1 staio- circa 60 kg). Per la costruzione di navi da 2 000 stai ai Perastani fu concesso il permesso nel 1502, mentre nel 1576 il capitano Krile Zmajević fu autorizzato a costruire una nave di 3 000 stai.

Pomorska zbirka - Muzej grada Perasta

Nel XVII secolo i Perastini erano impiegati come comandanti su 23 navi veneziane e su 2 corvette. Dopo la liberazione di Castel Nuovo dai Turchi (alla fine del XVII secolo), inizia la gloria della storia navale dei bocchesi. È ovvio però che i Perastini non solo costruirono, ma persero anche le loro navi – così nel periodo tra il diciassettesimo e il diciannovesimo secolo persero 100 navi.

Durante il 1797, Perasto ha 72 navi brevettate a lungo corso da 2 000 a 8 000 stai, e le navi erano attrezzate con 12-20 cannoni.

Oltre a difendere il territorio della Repubblica di Venezia sotto il cui dominio erano, i Perastini godevano dell’onore di essere gonfalonieri, custodi della bandiera di guerra veneziana a bordo. Grazie alle loro abilità e lealtà, ricevettero grandi privilegi dal Senato veneziano e nei secoli XVII e XVIII Perasto era conosciuto come il nido dei marittimi, il centro di navigazione e del commercio marittimo. Questo periodo è anche noto come l’età d’oro di Perasto. Il momento del pieno svolgimento del commercio marittimo ha contribuito allo sviluppo economico e culturale di Perasto.

I membri delle famiglie Visković, Balović, Martinović, Bujović, Zmajević, Bronza, Brajković, Mazarović, Širović e Smekja sono responsabili della gloria e dell’importanza della loro città nei secoli sudetti, e quindi meritano un posto speciale nell’esposizione del museo.

La loro bravura di marittimi con conoscenza della parte teorica e pratica di navigazione era ben nota. La maggiore conferma fu data nel 1698 quando Marko Martinović insegnò ai boiardi russi la navigazione – da allora questa data viene presa come l’inizio d’educazione navale da noi (fino ad allora, erano presenti occasionali forme private di educazione navale sviluppate da grandi pedagogi e marinai di grande valore).

Collezione marittima attraverso i modelli di barche a vela, strumenti di navigazione (sestanti, ottanti, bussole), cartografia (carte nautiche e portuali), attrezzatura navale e oggetti utilizzabili (cannocchiale, navi e cannoni segnalatori, lanterne, orologi da nave, bozzelli per barche, bauli navali, samovar) mostra lo sviluppo di nautica. Inoltre, la collezione comprende anche attrezzature per le barche e gli accessori per la pesca.

Muzeji Kotor - Crkva sv. Pavla Muzeji Kotor - Crkva sv. Pavla
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I modelli di velieri nel Museo della città di Perasto sono caracca, galea, piccola nava del XX secolo, il vecchio tipo di veliere detto brigantino che appare nella prima metà del XIX secolo, il modello di veliero Adriana del capitano Bratičević del XX secolo, il modello della nave scuola Villa Velebita su cui molti capitani dalle Bocche di Cattaro erano cadetti durante il regno di Jugoslavia, così come il semi modello di piroscafo Perast con un pilota del XX secolo.

Una bussola di tempesta del XIX secolo, costruita da Frano Visković fa parte dell’esposizione permanente. In un rivestimento separato si trova una bussola magnetica, posta per impedire che il rollio della nave condizioni sulla correttezza delle indicazioni dell’ago magnetico. Il capitano Frano Visković ha brevettato, insieme a una bussola di tempesta, altri due dispositivi di navigazione: un dispositivo chiamato „ciclonografo“ per la rappresentazione grafica di cicloni e dispositivi di dromoscopia per convertire la rotta giusta in quella di bussola e viceversa.

Tra i cannoni vi sono: due cannoni navali di segnalazione del tipo taras del XV secolo e due cannoni della nave “San Giorgio” del XVII secolo. Nel 1676, i veneziani donarono il cannone tipo falconetto ai perastini. Ha servito per l’insegnamento, ed è conosciuto come un cannone per addestramento. I visitatori possono vederlo nella mostra permanente del Museo della città di Perasto.

La collezione marittima del Museo della città di Perasto consiste di due ulteriori ancore (fine del XIX – inizio del XX secolo), una delle quali è un’ancora dell’ammiraglio che fu rimossa dal mare di fronte a Perasto. L’ancora ammiraglio consiste di fusto, marra, palma, ceppo e croce e pesa circa 1 000 kg.

L’ottante del XVIII secolo e due sestanti (del XVIII e XX secolo), che fanno parte degli strumenti di navigazione, servirono per determinare la posizione sul mare.

La bussola del XVII secolo serviva per determinare i punti cardinali. Barometro del XIX secolo è strumento con cui viene misurato pressione atmosferica. Cannocchiali provengono dal XIX secolo. Il samovar di nave è del XIX secolo. Lanterna dalla nave “Castore” che era comandata dal capitano Nikola Balović, che era naufragata davanti a Perasto è del XIX secolo. Gli orologgi da nave sono del XIX secolo.

Le carte nautiche erano di grande aiuto per marinai e mercanti di mare per facilitare la navigazione in mare. L’esposizione contiene mappe del Mar Mediterraneo, la Costa Adriatica, le coste della Francia, del Portogallo e della Spagna, la mappa dell’Oceano Atlantico e La Mancha del XVIII secolo.

La caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e l’era dei piroscafi (XIX e XX secolo) hanno cambiato per sempre l’immagine e la vita di Perastini. Dopo l’arrivo di Napoleone alla fine del XVIII secolo, il commercio e la navigazione caddero sui rami più bassi.

L’eredità ereditata dal Museo della città di Perasto è rimasta a testimoniare per molti anni ancora su Perasto marittimo, la storia, la tradizione, i costumi e lo stile di vita, e ogni oggetto è un documento vivente e una fonte attraverso la quale possiamo leggere pagine del nostro glorioso passato.